Tra il grigio della roccia calcarea e il verde della vegetazione spontanea, può comparire un lampo di colore difficile da confondere. È il ramarro occidentale (Lacerta bilineata), uno dei sauri più grandi e appariscenti presenti in Sicilia.
Agile e diffidente, frequenta ambienti in cui si alternano spazi soleggiati, cespugli, erbe alte e rifugi naturali. Negli Iblei, osservarlo significa prestare attenzione anche a quei margini del paesaggio che spesso attraversiamo senza soffermarci.

📋 Scheda rapida di campo
- Nome comune: Ramarro occidentale
- Nome scientifico: Lacerta bilineata (Daudin, 1802)
- Dimensioni: Generalmente 25–35 cm (coda compresa); alcuni esemplari possono raggiungere circa 45 cm
- Habitat: Margini boschivi, radure, macchia mediterranea, prati incolti, aree a vegetazione fitta, rocce e muretti a secco
- Alimentazione: Prevalentemente insetti e altri invertebrati
- Segni distintivi: Corpo robusto, livrea verde brillante negli adulti, gola azzurra o turchese particolarmente evidente nei maschi in periodo riproduttivo
Come riconoscerlo lungo il sentiero
A volte ci si accorge della sua presenza prima ancora di vederlo: un fruscio secco tra le foglie secche, un movimento rapido alla base di un cespuglio e la fuga repentina verso un anfratto.
Rispetto alle lucertole più comuni, il ramarro ha una corporatura decisamente più massiccia, testa robusta e coda lunga. Il maschio adulto presenta generalmente una livrea verde brillante che, durante la stagione riproduttiva, si accende con una caratteristica tonalità azzurra o turchese sotto la gola. Le femmine e gli esemplari giovani possono invece mostrare tonalità più mimetiche, dal verde-brunastro al bruno, spesso solcate da strie longitudinali più chiare lungo il dorso. La colorazione resta comunque variabile e da sola non basta a identificare l’individuo al volo.
Per osservarlo, il consiglio è semplice: fermarsi, mantenere la distanza e aspettare. Inseguirlo o cercare di avvicinarsi troppo bruscamente significa quasi sempre interrompere l’osservazione.

Un rettile legato al calore e alla vegetazione
Come tutti i rettili, il ramarro è un animale ectotermo: la sua temperatura corporea dipende in larga misura dalle condizioni ambientali.
Nelle giornate favorevoli si espone al sole sulle rocce affioranti per termoregolarsi, alternando i bagni di calore agli spostamenti a terra alla ricerca di cibo. Quando le temperature diventano estreme o il meteo peggiora, ripara nella vegetazione fitta, nelle cavità del terreno o tra i massi. La sua dieta è composta soprattutto da invertebrati (coleotteri, cavallette, ragni e gasteropodi), cacciati in base alla disponibilità del momento. La sua attività non segue orari rigidi: cambia con il variare della stagione, del vento e dell’insolazione locale.
Il ramarro e il mosaico degli Iblei
Un ecosistema integro non vive solo di grandi elementi come alberi secolari, corsi d’acqua o falesie. Sono altrettanto determinanti le fasce di transizione: i margini dove la macchia incontra il pascolo, le radure a gariga e la fitta rete di muretti a secco tradizionali.
Questi elementi creano un mosaico ecologico indispensabile, offrendo cibo, vie di fuga protette e siti di svernamento. La tutela della vegetazione spontanea e la conservazione dei muretti a secco — preservandoli da demolizioni o cementificazioni improprie — rappresentano un tassello fondamentale per la biodiversità minuta dei nostri territori.
Una specie da osservare, non da disturbare
Il ramarro occidentale è una specie protetta a livello europeo, inserita nell’Allegato IV della Direttiva Habitat e nell’Appendice II della Convenzione di Berna.
È un animale del tutto innocuo per l’uomo che fa affidamento unicamente sulla fuga. Non va rincorso, non bisogna tentare di catturarlo né tantomeno alterare il suo riparo per scattare una fotografia.
Durante un’escursione, incontrarlo su una pietra assolata è l’occasione perfetta per rallentare il passo e cambiare ritmo: camminare negli Iblei significa anche imparare a cogliere la vita che si muove ai bordi del sentiero, spesso questione di pochi secondi e di totale silenzio.
